giovedì 28 ottobre 2010

CA 50’s/60’s , non solo bianco….



A cavallo tra gli anni 50 ed i 60 sulla west coast americana molte realtà biker erano in pieno fermento altre stavano nascendo tra queste anche i vari club MC composti da ragazzi di colore.
Questi club hanno combattuto contro il razzismo e gli stereotipi per il diritto di vivere lo stile di vita biker fuorilegge di allora.
Le loro formazioni in seguito si aprirono alla multirazialità dove in particolar modo vede il The Chosen Few MC allargarsi con altri chapters composti di: tutti neri, tutti bianchi, metà neri metà bianchi, metà bianchi metà messicani, tutti messicani, metà messicani metà indiani, un paio di asiatici ed un iraniano.
In quegli anni vari club si formarono su questo stile tra i quali:
East Bay Dragons, Fresco Rattlers, Outlaw Vagabonds, Defiant Ones, Choppers, Soul Brothers, Chosen Few.
Questi club ad oggi in attivo, anche loro hanno fatto parte della scena bikers californiana 50’s/60’s.








mercoledì 20 ottobre 2010

mercoledì 13 ottobre 2010

War "n" pin up

Mai come nella seconda guerra mondiale
l’immagine delle pin up è stata divulgata
ed idolatrata da quei poveri cristi che andavano
a svolgere quell’amaro dovere.
Per la guerra le pin up sono state come un
vigoroso cordiale a supporto delle truppe di cielo,
terra e mare, i loro sorrisi, i loro colori ma
soprattutto le loro curve regalavano a quei ragazzi
un angolo di paradiso in mezzo a quell’inferno.
DK
















mercoledì 6 ottobre 2010

Pandemonivm 010 l'epilogo...


Inizierei con un bel 4, questo è il numero che ha caratterizzato l’edizione del Pandemonivm 010.
4 sono stati i ritiri certi pre ronde vous, 4 sono stati gli “incidenti” di percorso, 4 erano gli organizzatori dell’evento e 4 era il numero della mia cameretta del B&B. 4 a parte l’edizione del Pandemonivm 010 è stata fantastica rappresentata da un bel sole che ci ha accompagnato per tutta la giornata regalandoci un autentico tramonto sul mare.
Partiamo con i ritiri e cioè coloro che per forza maggiore non hanno potuto raggiungere la partenza del run. YANEZ fedele compagno di avventure con la sua Tiger Triumph è stato preso pieno da un furgone alcuni giorni prima dell’evento, fortunatamente se l’è cavata con fratture varie ma l’ha raccontata, a lui vanno i nostri auguri di una pronta guarigione. MIKE che con il suo bobber springer già carico in viaggio verso lo start è dovuto tornare indietro causa tubazione dell'acqua di casa spaccata con innondazione attigua...in culo alla balena. CIPO & MANU anche loro con la loro T Bonny pronta in garage per l’accenzione sono stati bloccati da un’imprevisto all’ultimo minuto sul lavoro. TIZZONE anche lui pronto a cavalcare il suo pan tirato a lucido per l’occasione è stato bloccato per problemi burocratici dall’imminente apertura del suo nuovo locale milanese ma tutto cubano (Tizzò lasciale stare le cubane).
Quest’anno quasi sembrava che il Pandemonivm non volesse decollare, con il primo annullamento della data estiva c’eravamo presi una lunga pausa per arrivare in Ottobre con un sempre più avvincente genuine freedom run, tutto questo grazie a 4 elementi di rilievo in perfect Zomby style: il sottoscritto, Baster, Lvegas e Max.
Apro la finestra, sole, caffè, scintilla e parto in strada in Empoli area mi unisco a Paolo alias Ensuboca e Sara che con la loro rat sporty abbiamo raggiunto la west coast.
Versilia ore 10.00 altri fratelli si uniscono, Emi con la sua rat heritage, Marco sprimger fornito anche lui in perfetto old style, Albe alias Baster con il suo pansurf e Ale alias Labrone con la sua electra vintage. Caffè e via in direzione nord.
Sestri Levante ronde vous. Francesco alias Lvegas con il suo panclock messo a punto ad orologio, Fabio con la sua bobberevo con il nuovo multicolours tank, Cristian sporty trac dotato, Armando con la sua nostalgic springer e Paolo con il suo sporty racer. In formazione ci siamo diretti in una trattoria sul mare con un golfettino da sballo, li abbiamo pranzato ed altri due fratelli si sono uniti al gruppo. Max con il suo dark violet pan e Tiziano Rat bike con la sua nostalgic shovelhead. Purtroppo Tiziano era reduce da una foratura fatta pochi km prima e lo schiumoso fast all’interno della sua camera d’aria sembrava non poter reggere il serpentone di curve che ci aspettava, con il suo e con il nostro rammarico Tiziano riprende la via di casa a gomma floscia.
Il run a inizio, percorriamo il litorale verso sud attraversano le 5 terre , il sole è un compagno ideale per garantirci una splendida e serena giornata. Curva dopo curva lo scenario si plasmava sotto i nostri occhi, fatto di scogliere a picco sul mare mozzafiato, paesini arroccati come vertiginosi nidi di aquile, un piatto mare che al solo passaggio di piccolo gozzo veniva segnato per interminabili minuti da una flebile onda. Ma i nostri occhi non potevano essere dedicati a fondo a questo fantastico panorama, allo stesso tempo dovevano essere attenti e vigili sulle foglie bagnate che trovavamo nascoste dietro ad ogni curva nell’umida penombra del bosco, dalla terra e ghiaia portati da rigagnoli di acqua che trovavamo anch’essi nascosti dietro a bruschi tornanti, dagli innumerevoli ricci di castagne sparsi un po’ per tutto il tragitto segnando la strada da un muschio monocromatico, ma tutto ciò lo sappiamo benissimo che fa parte del gioco ed a noi questo gioco piace e molto. Ecco che tra curve ed arbusti intravediamo la baia di Levanto dove ci fermiamo per un buon caffè. Con l’aroma in bocca ci mettiamo di nuovo in marcia, tra salite e discese il sole ci regala un tramonto nel mare da cartolina. Arrivati al culmine di una collina ecco che si materializzano davanti ai nostri occhi come grigie navi fantasma le corrazzate della marina militare di stazionamento nel porto di Spezia. Le prime ombre della sera prendono sempre più forma lasciando spazio in una manciata di minuti ad una scura notte. Attraversiamo Sarzana spostandoci nell’interno della campagna dove in un delizioso B & B prendiamo possesso delle nostre camere. Il letto lo guardiamo soltanto per non cadere nella trappola di Morfeo, doccia maglietta fresca e via verso la mangiatoia. Percorriamo pochi km spostandoci in località Fosdinovo dove ci attendeva un cult place per eccellenza, Il Selvatico ormai noto ai nostri occhi ma sempre più ricco e suggestivo.
Il proprietario del locale che sta percorrendo la sua strada verso i 90 ci da il benvenuto con andamento lento sorretto da due stampelle ebbene quest’uomo possiamo definirlo uno dei primi kustomer della scena italiana. Il biglietto da visita ci viene offerto al nostro ingresso dal suo museo all’aperto. Una miriade di sculture composte da pezzi di Motom, Gilera, Moto Guzzi, Ariel, Bianchi e chi più ne a più metta si ereggono davanti a noi come dei moderni multicromatici trasformers.
All’entrata del locale una pesantissima mitragliatrice a base con manovella manuale della seconda guerra mondiale punta verso l’esterno quasi a dire a chi unque non paghi, lo beccheremo a qualsiasi distanza. L’interno del locale è un museo permanente di, radio/sveglie, antiche, macchine da scrivere di ogni epoca, numerosi juke box che solo a leggere i titoli delle canzoni ti sembra immediatamente di tornare pischello di quando andavi al bar a prendere una gazzosa nel vetro corredata di cannuccia, ma soprattutto al piano superiore risiede uno dei più grandi musei di moto, vespe e lambrette d’epoca privato. L’ambiente è semplicemente spettacolare dove oltre tutto si mangia anche bene. Come starter abbiamo iniziato con focacce all’olio e rosmarino calde con lardo di colonnata a calo e panetti di stracchino….vi lascio immaginare il resto della cena.
Per l’occasione si uniscono a noi altri fratelli, Magneto impoltronito dal suo classic king dopo che un’anno fa venne disarcionato dal suo rigido evo, Alberto sixtynine e la sua dolce donzella.
Incarnavamo il nostro spirito al 100%, eravamo liberi, stanchi e con un tasso alcolico di rilievo proprio come dei veri Zomby, per nostra fortuna il letto si trovava a pochi km.
Il mattino ha l’oro in bocca, sole alto, ricca colazione ed ecco che il gruppo si divide tra sud e nord.
Il rientro viene colorito da fastidiosi piccoli incidenti, dove annotiamo: Un distaccamento di un borsone laterale per fortuna senza conseguenze per il gruppo prontamente riparato, un’altro distaccamento in corsa ancor più pericoloso di un cavalletto che come una lama ruotante a fluttuato per aria per alcuni istanti, ma l’incidente di percorso più articolato è sicuramente stato quello del pan di Baster.
Fortunatamente a bassa velocità la sua ruota anteriore decide di inchiodarsi drasticamente all’asfalto. Vista l’entità del caso dovevamo risolvere la situazione al più presto possibile. Subito individuiamo un cordolo di cemento di un parcheggio li vicino, come dei muletti solleviamo il pan e lo alloggiamo sul cordolo per liberare l’anteriore. Smontiamo la ruota, apriamo il tamburo e togliamo le vecchie ganasce lasciando girare libero l’anteriore come quello di una bicicletta. Mettiamo a terra il pan pronto per partire ed ecco che una lieve curva lo fa inchiodare nuovamente, niente da fare cuscinetti fottuti ci tocca lasciare li il pan confidando nella disponibilità del carrello di un amico per un’imminente ritiro. Labrone ospita Baster sulla sua electra ago della bussola su casa e via.
Di ritorno come tutte le volte apro il garage e puntualmente ecco che mi assale la solita voglia, ridare booster al motore girarsi e partire di nuovo.
Don Kam

Buona visione

http://www.myspace.com/cammellino/photos/albums/zo-pandemonivm-010/3138952

venerdì 1 ottobre 2010